LA GAZZETTA DELLO SPORT

(Campania 24 novembre 2005)

Questo Sorrento è proprio d’acciaio

Come il Napoli: 4 gol subiti in 11 partite

Il 17enne Terminiello guida la super difesa

LA STORIA

NEL ’71 L’APPRODO IN SERIE B

Le testimonianze del calcio sorrentino affondano le radici su una formazione pionieristica denominata «Nazario Sauro 1929». La storia del Sorrento, invece, parte con la fondazione post bellica del 23 dicembre 1945. Nel 1946-47 disputa la serie C, finendo addirittura sulla schedina del totocalcio. Poi, una lunga e travagliata militanza nei campionati regionali dilettanti, fino all’avvento di Gioacchino Lauro ai vertici della società nel 1967. Poi, il passaggio del testimone ad Achille Lauro e Andrea Torino. Con Gennaro Rambone in panchina nel 1969 l’approdo in serie C.

 

IL GRANDE SALTO

Due anni in terza serie, poi nel 1971 il traguardo della serie B, disputata allo Stadio San Paolo di Napoli. Storica la vittoria sul Napoli (1-0) in Coppa Italia. Il ritorno in C, sempre con Lauro e Torino fino al 1981. Poi, in C2 la società torna ai sorrentini. Con i fratelli Antonino e Martino Pollio nel 1985 la promozione in C1. Dopo due anni in C1 e due in C2, nel 1989 l’esclusione dal torneo di C2 per difficoltà economiche. Ci pensa Carlo Cuomo a rifondare il Sorrento che riparte dalla promozione regionale. Poi, il presidente diventa Antonino Castellano ed è storia di oggi.  

 

di Antonino Siniscalchi

SORRENTO (Na) – Con il primato in classifica, la città riscopre i gloriosi colori rossoneri. Si rinnova la prestigiosa storia del Sorrento, sulla scia di un avvio di stagione esaltante. «Ho capito che avrei potuto giocare questo campionato da titolare ad agosto durante i giorni del ritiro». Nelle parole di Gennaro Terminiello, il portiere (classe 1988) di Vico Equense cresciuto nel settore giovanile, si comprende come l’allenatore Cioffi abbia programmato la difesa record del Sorrento che, da domenica sera, è balzato in testa alla classifica del girone I della serie D dopo il 2-0 casalingo all’ex capolista Vibonese. Appena quattro gol subiti in undici partite, la migliore difesa dei campionati nazionali, con Napoli, Genoa e Gallipoli, questo è il segreto del primato? «Per la verità ne abbiamo pure segnato ventiquattro e, quindi, i meriti sono di tutta la squadra», s’affretta a rispondere Renato Cioffi, 35 anni, giunto sulla panchina del Sorrento dopo una stagione a Capua, una con l’Alba Durazzano, due con la Viribus Unitis. 

Ad agosto, Cioffi meditò il progetto di utilizzare tra i pali uno dei quattro Under 18 da schierare secondo regolamento, «per avere più soluzioni tattiche nell’allestire il resto della squadra». Ne parlò con il suo collaboratore Vincenzo Scafa e il preparatore di tutti i portieri (comprese le squadre giovanili) Gigi Imperato, 42 anni, una bella carriera pure tra i pali di Milan e Bari in A e B. Con tanta stima per Ambra, 29 anni e grande protagonista della scorsa stagione, il Sorrento ha varato la novità dell’Under 18 tra i pali. Tra l’altro, domenica, un infortunio di Ambra ha visto in panchina Angelo Casadei, un altro portiere dell’annata 1988, cresciuto nelle giovanili. Insomma, dietro la difesa record e il primato in classifica, c’è una attenta programmazione di Cioffi e della società guidata dai patron Franco Giglio e Antonino Castellano. Il Sorrento, dopo aver vinto a giugno i play off, ha puntellato la squadra con Ingenito, Ottobre e Iorio, tre arrivi di qualità, ed è ripartito molto bene. «Siamo stati attenti e virtuosi – osserva Castellano, che in occasione del recente congresso dei giovani di Forza Italia ha donato una maglia personalizzata del Sorrento al premier Berlusconi e all’allenatore della Juventus, Fabio Capello -. Non abbiamo investito cifre rilevanti, visto che Ingenito, Ottobre e Iorio era svincolati. Abbiamo investito, invece, sul settore giovanile, il vero segreto del Sorrento che non nasconde le sue ambizioni di approdare in C2».  

Ventisette punti, otto vittorie, tre pareggi. E la difesa bene assestata con il giocatore più giovane, appunto il portiere Terminiello, e quello più anziano, il libero Ferraro, che dalla scorsa stagione sta facendo cose meravigliose per un calciatore dell’annata ’69. «Ho ancora - spiega Ferraro – voglia di prendermi belle soddisfazioni sul campo. Negli anni ’90 ho passato una bella stagione ad Avellino in B e due col Siena in C1. Sono di Vico Equense, praticamente qui gioco quasi a casa mia e, allora, vale la pena di fare altri sacrifici. Anche l’anno scorso il Sorrento ha avuto la difesa meno battuta del suo girone, seconda solo ad un’altra squadra in tutta la serie D. Tutta la squadra contribuisce a fare i gol e a non prenderli».

Cioffi ribadisce questo concetto: «Questo Sorrento ha la mentalità di una squadra vera, siamo riusciti a formare il gruppo. In fase di copertura gli attaccanti Ingenito, Zito e Ripa, che finora hanno segnato cinque reti a testa, vanno a turno ad infastidire gli avversari che impostano il gioco, assieme ai centrocampisti».