da Napolissimo del 20/3/07

TANTI AUGURI CAMPIONE

 

In nazionale

 

Con il Livorno

 

di Andrea Petrella

“Quarant’anni e non sentirli”, recitava un vecchio spot interpretato dal grande Dino Zoff impegnato a saltare la staccionata con molta agilità. “Quarant’anni e non sentirli” potrebbe essere anche il titolo dell’autobiografia di Gennaro Ruotolo, centrocampista del Sorrento, che compirà 40 anni il prossimo 20 marzo, ex capitano e bandiera del Genoa, e successivamente punto di forza del Livorno -insieme a Protti e Lucarelli- nella scalata dalla C1 alla A. Una carriera iniziata nel 1983 nella sua Santa Maria a Vico, piccolo paese in provincia di Caserta da cui parte a 17 anni per l’avventura nel calcio che conta. Che lo ha visto protagonista di grandi imprese e lo vedrà impegnato almeno per altri due anni (il contratto col Sorrento scade nel 2008). Qui si tratta di celebrare il trionfo della semplicità, di un atleta che è prima uomo e poi giocatore-esempio per le nuove generazioni. Lo segnaliamo a qualche agenzia pubblicitaria perché rappresenta l’integrità fisica e morale insieme, che raramente si vedono in giro. Pronto, Gennaro, come stai? Il compleanno si avvicina, facciamo un bilancio della tua carriera. “Beh -esordisce Ruotolo al telefono-, nel mio piccolo le soddisfazioni me le sono tolte. Partito da un paesino di provincia, sono arrivato in serie A rimanendovi per molto tempo. E direi che non è poco”. Quali i ricordi più belli? “La vittoria del campionato al mio primo anno di B a Genova (1989, ndr), una cavalcata straordinaria, un successo strameritato. Un ricordo indelebile, come lo sono il debutto in A l’anno seguente e l’avventura in coppa Uefa con la doppia sfida al Liverpool (1992, ndr)”. Al tuo attivo anche una presenza con la Nazionale A nel 1991 (2-0 alla Danimarca, torneo “Scania 100” in Svezia) e l’esperienza araba con l’Al Ittihad nel 2003. “In Nazionale è stato bellissimo”. E il matrimonio mancato con il Napoli di Maradona? “Si, ci fu una possibilità, ma dai… è andata cosi e va bene lo stesso”. A quali persone sei rimasto più legato? Io faccio due nomi, Scoglio e Signorini. “Il professore mi ha fatto crescere come uomo e come calciatore. Luca, invece, era un secondo allenatore in campo e ti aiutava in ogni situazione”. E ora? “Eh -conclude-, la voglia di giocare e di divertirmi c’è sempre, anche se l’età comincia a farsi sentire (ride, ndr). A Sorrento, dove tra l’altro ho mosso i primi passi da professionista prima di andare all’Arezzo, cerco di mettere la mia esperienza al servizio dei giovani”. A Gennaro Ruotolo, 697 presenze da professionista (234 in A, 380 in B, 63 in C), 39 reti, auguri CAMPIONE!