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Rispettata la tradizione che vuole il neo allenatore vincente
all’esordio, viatico necessario per il prosieguo di questo difficile
campionato. Col nuovo corso i tifosi si attendono una inversione di
tendenza soprattutto nelle gare casalinghe dove, tranne con la Sangiovannese, ha
fortemente deluso. Alla vigilia l’imperativo erano i tre punti, sono
arrivati ma c’è tanto lavoro che attende la nuova conduzione tecnica.
Massimo Morgia ha preso le redini soltanto mercoledì, non ha avuto molto
tempo a disposizione per inculcare i suoi dettami calcistici. Ha
schierato nove undicesimi della formazione presentata da Provenza
nell’ultima esibizione interna col Lanciano, Braca era squalificato,
preferisce Piccioni a Maiorano. Non tragga in inganno la classifica
degli avversari, Campione dirige una compagine competitiva che ha dato
del filo da torcere. Formazione spregiudicata con tre punte, priva di
fronzoli punta al sodo. Ad un andamento lento nella prima frazione fa
riscontro una ripresa scoppiettante con rapidi capovolgimenti di fronte,
i portieri autentici protagonisti, forse i migliori in campo. I
rossoneri partono forte, c’è voglia di riscatto davanti al pubblico
amico, manca la concretezza. Al 22’ Morgia è costretto a
sostituire l’infortunato Ottobre con Maiorano, il salernitano risulta
una diga in mezzo al campo con una infinità di palloni recuperati.
Rastelli mostra di non avvertire il peso dei trentanove anni, corre come
un ragazzino alle prime armi andando a contrastare addirittura
all’altezza dei propri terzini. I presenti lo premiano con scroscianti
applausi che nel finale si trasformano in ovazione. Il capitano in pieno
recupero decide di indirizzare l’esito del match, non è la prima volta
che segna in questo modo. Il diagonale incrociato non lascia scampo a
Mancini, invano proteso in tuffo. Ad inizio ripresa Russo rileva il
volenteroso Fragiello, il metese si mette in luce con buone giocate,
suona la carica alla ricerca del raddoppio che non arriva. Il Martina
accentua gli sforzi, le occasioni fioccano da entrambi i lati. Morgia
concede venti minuti a Gautieri, l’ex romanista si fa apprezzare per
alcuni spunti. L’ultimo quarto offre il meglio, Brunner e Mancini
compiono prodigi per sventare gol già fatti, al triplice fischio è
Morgia a brindare. In sala stampa il direttore generale Diodato
Scala mi dona una targa ricordo per la mia trentesima stagione
consecutiva di collaborazione. Ai presidenti Castellano e Giglio vanno i
miei più sentiti ringraziamenti, conserverò il riconoscimento come una
autentica reliquia. |