Donovan Maury: una roccia in rosso e nero

a tu x tu (di Pietro Romano)

15-02-2008

Parlare con Donovan Maury è un po’ come farlo con un amico di lunga data. Il difensore, belga di nascita ma mediterraneo nei modi, è un ragazzo solare e disponibile che ha un'unica grande passione: il calcio. “Dono” (così è ormai chiamato da tutti) non nasconde la felicità che ha trovato in questa sua esperienza in costiera, esprimendo la sua ferma volontà di contribuire alla causa rossonera, per ricambiare l’affetto e la simpatia dei tifosi sorrentini. Il suo modo di giocare con fervore e slancio agonistico, infatti, lo ha fatto subito entrare nel cuore dei fedelissimi, che apprezzano le sue doti calcistiche ed umane. Il suo fare a “sportellate” con gli attaccanti avversari, i suoi affondi in tackle, hanno aiutato e non poco la difesa costiera ad essere una di quelle meno perforate del girone, ma lui preferisce giustamente condividere con gli altri i meriti e demeriti: “Non amo parlare del singolo elemento, per me quello che conta è la squadra. In queste undici partite, che mancano alla fine del campionato, dovremmo diventare un gruppo ancor più unito e più compatto”. E’ dunque un Maury deciso e sicuro delle sue potenzialità e di quelle della squadra costiera.

 

Donovan tu sei nato a Libramont, e vivi nel sud del Belgio, sei un  “vallone”.

“Noi in Belgio sentiamo molto l’appartenenza alla propria terra di origine, tra la parte vallone e quella fiamminga ci sono molteplici differenze: etniche, linguistiche, religiose. La ‘rivalità’, se così possiamo definirla, è sicuramente ben viva. Detto tra noi, con i fiamminghi non scorre proprio buon sangue. Poi io abito a confine con la Francia e ho tanti amici francesi, quindi non vivo l’antagonismo che parte dei belgi prova verso i nostri vicini di casa ”.

 

Un belga a Sorrento, dunque, come ti sei trovato nella nostra città?

“Qui a Sorrento ho trovato le condizioni ideali per esprimermi al meglio e lavorare con serenità. Sono stato accolto benissimo e sia io che la mia famiglia ci siamo ambientati alla grande. Ho riscontrato perfettamente quello che mi avevano detto, l’ambiente giusto in tutti i sensi, sento il calore dei tifosi, il loro affetto e non posso che essere contento. Con i compagni, poi, ho un rapporto perfetto e per me questo è fondamentale”.

 

Quale difensore famoso  ti piace particolarmente?

Io ho sempre ammirato tantissimo John Terry, il capitano del Chelsea, ha la mia stessa età e credo di somigliargli. E’ fortissimo con un grande senso della posizione. E’ un giocatore roccioso, forte fisicamente, lui è l’espressione del calcio che piace a me, quello all’inglese”.

 

Qual è l’attaccante più forte che hai marcato?

“Potrei dire Ripa, ma non ho avuto ancora il piacere di poterlo marcare. Quest’anno certamente posso dire che i due attaccanti più forti sono stati Di Napoli e Di Gennaro, sono giocatori di lusso per la categoria che possono crearti sempre qualche grattacapo. Quando ero al Perugia, nell’unica partita che ho avuto modo di giocare, in coppa Italia con il Milan ho marcato Marco Simone, forse è lui l’attacante più forte che ho marcato in tutta la mia carriera. La partita comunque finì 0–0”.

 

Quale tipo di centravanti ti piace contrastare?

A me piacciono quelli “grossi”, quelli con i quali puoi metterla sul piano fisico. Duelli rudi, maschi, dove spesso mi va bene ed esco vincitore. Gli attaccanti rapidi, tecnici non li posso vedere, ti scappano via da tutte le parti (ride, ndr)”.

 

Il tuo sogno calcistico.

“Il mio sogno adesso è quello di raggiungere la salvezza con il Sorrento, adesso è questa la cosa più importante. Poi, ovviamente, come tutti i calciatori desidero migliorare sempre di più, per poter aspirare ad una categoria superiore”.

 

Un messaggio ai tifosi.

“Dico di restare vicino alla squadra fino alla fine… perché insieme ce la faremo!”