Ronaldo Vanin: famiglia, fede e sogni rossoneri

a tu x tu

25-01-2008

È arrivato a Sorrento in punta di piedi, come d’altronde è nel suo carattere, con un passato importante e con tanta voglia di avere una seconda chance. Il brasiliano rossonero, Ronaldo Vanin, dopo un inizio di campionato non esaltante e con problemi legati ad un ambiente non sempre pronto ad aspettare chi ha difficoltà, sembra ormai aver trovato l’equilibrio e l’armonia necessaria per rendere al meglio. Con Morgia c’è stima reciproca e nel nuovo assetto tattico può esprimere tutte le sue potenzialità. “Ronie” ,come lo chiamano i compagni, vuole ora riprendersi il calcio che conta e dietro questo obiettivo c’è una scelta: “Io mi sento molto vicino a Dio, credo mi abbia aiutato molto in passato. Quando ero al San Paolo ero molto praticante, fino al mio approdo in serie A con il Torino. Ora dopo alcuni anni in cui avevo un po’ trascurato la fede, ho sentito il bisogno di riavvicinarmi e ho trovato la serenità necessaria per lavorare al meglio”. Da questa profonda riflessione iniziale, molto sentita e sincera, iniziamo la nostra chiacchierata con il  Ronaldo in rosso e nero della serie C1.

Ronaldo qual è stato il giorno più bello della tua vita da calciatore fino ad ora?

“ Il giorno del mio esordio in serie A con il Torino è stato molto emozionante, era la realizzazione di un sogno che serbavo da piccolo. Arrivare in Italia dal Brasile e giocare nel massimo campionato è stata un'esperienza fantastica. Subito dopo, la promozione in serie B conquistata con l’Avellino, un momento molto importante per la mia carriera”.

 

Qual è la tua dote migliore?

“Credo di essere una persona molto disponibile e rispettosa di tutti, sono pronto al dialogo, e non mi lascio mai andare nei miei comportamenti. Penso molto prima di agire, credo sia importante sapersi confrontare con le persone, senza cercare lo scontro”.

 

Cosa significa per te la famiglia? 

“Per me la famiglia è fondamentale. Da piccolo ho perso mia madre e questa tragedia mi ha fatto crescere in fretta, facendomi capire presto il valore vero delle cose. Ora che sono padre sento il bisogno di essere vicino a miei familiari, alla mia bambina. I miei cari hanno un ruolo molto importante nella mia vita”.

 

Qual è il tuo piatto preferito?

“Da quando sono in Italia ho imparato ad amare la pasta e la pizza in tutte le loro varianti e specialità. Ma in Brasile quello di cui sono goloso è il riso con i fagioli mentre, come secondo piatto, non direi mai di no ad una bella bistecca di carne!”.

 

In quale grande squadra ti piacerebbe giocare?

“Fin da quando ero un bambino mi è sempre piaciuto il Milan e se dovessi riuscire ad arrivare di nuovo nel calcio che conta e avrei la possibilità di scegliere, non avrei dubbio: vorrei giocare nel Milan”.

 

Cosa vedi nel tuo futuro?

“Se resto nel mondo del calcio mi farebbe piacere allenare i bambini, insegnare loro con pazienza i segreti del calcio, trasmettendogli tutto quello che ho imparato e aiutandoli nella loro crescita di uomini e di calciatori”.