16 febbraio 2001
2477/WP/ct/segr.

                        Ai Presidenti delle Società del
Comitato Interregionale

                        LORO SEDI

                   In questi ultimi tempi sono stato messo al corrente direttamente, attraverso comunicazioni con Dirigenti di Società, ed indirettamente leggendo lettere, comunicati e dichiarazioni alla stampa, di fatti che hanno determinato in tutti noi grande amarezza e preoccupazione.

                   Non è possibile tollerare episodi di violenza che vedono coinvolti non solo i tifosi ma anche tesserati, nei confronti di altri Dirigenti o giocatori.

                   Non è accettabile che queste situazioni maturino nella stragrande maggioranza dei casi in gironi, che raggruppano alcune regioni che vantano grandi tradizioni culturali e sportive.

                   E’ inconcepibile constatare che si stravolgano i sani principi istituzionali del calcio dilettantistico, che sono basati sulla lealtà, sportività, generosità, ospitalità e genuina correttezza sportiva.

                   In questa ottica il Comitato Interregionale non è disponibile ad assistere passivamente di fronte ad episodi che macchiano in modo indelebile il nostro campionato e il calcio dilettantistico.

                   Dopo vari interventi epistolari con il Ministero degli Interni e le varie Prefetture e Questure interessate, questa settimana ho chiesto e ottenuto un colloquio con il Sottosegretario On. Di Nardo, per chiedere una migliore collaborazione e interventi incisivi delle Forze dell’Ordine, per combattere e reprimere con fermezza gli episodi di violenza, con interventi incisivi sugli autori di atti inqualificabili.

                   Da parte nostra continueremo a combattere con tutti gli strumenti a disposizione, queste degenerazioni, applicando con la massima severità le norme esistenti.

                   Ciò premesso, giova ricordare che in presenza di situazioni che esulano dalla sana competizione sportiva, il Comitato Interregionale interverrà senza esitazioni con:

1.      designazione di Commissari di Campo in ogni gara a rischio, a supporto della Terna Arbitrale per verificare e segnalare il comportamento dei tesserati;

2.      immediata segnalazione all’Ufficio Indagini della F.I.G.C. in via preventiva e investigativa per evitare che si maturino fatti o che rimangano impuniti atteggiamenti, in contrasto con le regole sportive;

3.      provvedimenti di inibizione per tesserati che si rendano colpevoli di atteggiamenti violenti o antisportivi;

4.      sanzioni a carico di Società che non collaborano attivamente o per responsabilità oggettiva, per frenare la violenza dei propri sostenitori;

5.      squalifiche dei campi di gioco con designazione dei campi neutri ad almeno 100 km di distanza dalla sede ove gioca abitualmente la Società responsabile;

6.      disputa di gare a porte chiuse, in presenza di particolari situazioni in cui la tifoseria non consente l’assoluta certezza della corretta disputa delle gare;

7.      la penalizzazione in classifica per le Società recidive e comunque direttamente responsabili di episodi di particolare violenza.

                   Mi corre l’obbligo quindi di rivolgere un caloroso appello a tutti, richiamandovi ad un grande senso di responsabilità, poiché non possiamo trasformare un gioco in una palestra di inciviltà e violenza.

                   I risultati della nostra politica contro questa degenerazione sportiva sono stati, al termine del girone di andata, eccezionali poiché abbiamo avuto una diminuzione complessiva del 50% dei provvedimenti disciplinari, rispetto alla scorsa stagione.

                   A nessuno sarà permesso di rovinare il lavoro, l’immagine, l’impegno e la credibilità della stragrande maggioranza dei nostri Dirigenti.

                   Confido in tutti Voi, affinché siano abbassati i toni polemici, di minaccia e dialettici per contribuire tutti insieme, ad isolare i teppisti e riconsegnare al calcio i grandi valori del calcio dilettantistico.

                     IL PRESIDENTE
William Punghellini